Attraverso il contatto fisico tra persone, il corpo può recepire e trasmettere informazioni legate al movimento e riesce a farlo in maniera ancora più efficace di quanto si pensasse.
A dimostrarlo è un nuovo studio internazionale a cui la rivista Science Robotics ha dedicato la copertina di marzo 2026.
Lo studio, coordinato dall’Università Campus Bio-medico di Roma, fa luce su questo aspetto dimostrando che il feedback aptico, cioè il senso del tatto e delle forze fisiche, può migliorare la coordinazione in gesti motori precisi, come suonare il violino in un duetto, in modo ancora più efficace di vista e udito, su cui tradizionalmente i musicisti fanno affidamento nell’esecuzione del gesto motorio. Lo studio, al quale hanno partecipato anche la Scuola Superiore Sant'Anna di Pisa, la sua azienda spin-off IUVO, il Cnr, l'Università di Newcastle (UK) e quella di Gand (Belgio), è il risultato del progetto europeo CONBOTS ("CONnected through roBOTS"), finanziato dall’Unione europea nell’ambito del programma Horizon 2020.
Per replicare il contatto fisico tra i due violinisti in uno scenario in cui questo è tipicamente assente, i ricercatori hanno sviluppato una coppia di esoscheletri indossabili per gli arti superiori in grado di percepire i movimenti dei due violinisti e, quando questi non coincidono, di fornire delle forze proporzionali alla differenza tra i movimenti. In questo modo, gli esoscheletri consentono di collegare virtualmente i due musicisti, permettendo loro di percepire fisicamente il movimento del partner, simulando un contatto fisico diretto.
Il team ha testato il sistema con venti coppie di violinisti, dieci amatoriali e altrettante di professionisti, che hanno eseguito un brano musicale in quattro condizioni sensoriali: solo udito; udito e vista; udito e aptica; udito, vista e aptica. I musicisti non avevano familiarità con gli esoscheletri e non era stato detto loro di essere fisicamente connessi. Nonostante ciò, in presenza di feedback aptico, la coordinazione è migliorata significativamente, con i musicisti che hanno allineato i movimenti delle braccia con maggiore precisione, sincronizzato meglio le posizioni degli archetti e raggiunto una migliore coordinazione musicale.
Sorprendentemente, il feedback di forza fornito dagli esoscheletri ha migliorato la coordinazione più del feedback visivo, sebbene i violinisti siano normalmente addestrati ad affidarsi alla vista durante le esibizioni in duetto. I miglioramenti più significativi si sono verificati quando tutti e tre i sensi sono stati combinati.
I risultati del progetto suggeriscono che il feedback aptico può rappresentare un canale di comunicazione efficace nei compiti collaborativi tra individui. A differenza dei segnali visivi, che richiedono un’attenzione cosciente, il feedback aptico è corporale e immediato, e consente ai partner di adattarsi ai movimenti dell'altro in modo quasi riflessivo. Oltre alla musica, questo approccio potrebbe avere un impatto più ampio su numerose attività collaborative, in cui per esempio l’apprendimento motorio.
«Stiamo entrando in un'era in cui i robot possono mediare la comunicazione fisica tra esseri umani in modi completamente nuovi» osserva Domenico Formica dell'Unità di ricerca di neurofisiologia e neuroingegneria dell'interazione uomo-tecnologia (NeXTlab) dell’Università Campus Bio-Medico di Roma e coordinatore dello studio. «Questo studio – aggiunge - è un primo passo verso sistemi che connettono fisicamente le persone, rafforzandone il coordinamento, l'apprendimento e la riabilitazione».
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