Il confronto
Nei bambini il virus respiratorio sinciziale è più rischioso di Covid e dell’influenza
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    Immagine: Rene Asmussen, CC0, via Wikimedia Commons
Redazione
Un bambino colpito da Rsv ha un rischio di ricovero 11 volte più alto rispetto a un bambino colpito da Covid con variante Omicron. I ricercatori del Karolinska Institutet di Stoccolma sottolineano l’importanza delle misure preventive tra cui il ricorso ai vaccini recentemente approvati

Se si tratta di bambini, le infezioni da virus respiratorio sinciziale (Rsv) sono più rischiose di quelle da Sars-Cov-2 (variante Omicron) o da virus influenzale A/B. Lo dimostrano i tassi di ospedalizzazione per le rispettive malattie: 81,7 per cento per il virus respiratorio sinciziale, che è la principale causa di bronchiolite nei bambini di età inferiore a due anni, 31,5 per cento per Covid causato dalla variante Omicron e 27,7 per cento per l’influenza. Questi dati, raccolti tra agosto 2021 e settembre 2022 negli ospedali svedesi dai ricercatori del Karolinska Institutet di Stoccolma e pubblicati su JAMA Pediatrics invitano a rafforzare la prevenzione delle infezioni da virus respiratorio sinciziale adottando le consuete misure per ridurre il contagio (lavaggio delle mani, impiego di fazzoletti monouso, distanziamento ecc…) e ricorrendo ai vaccini recentemente approvati. 

Lo studio ha incluso 896 bambini affetti da Omicron, 426 con influenza A/B e 1.274 con Rsv. La maggior parte dei bambini con infezione da virus respiratorio sinciziale e da Omicron aveva meno di 2 anni (77,7% e 72,3%, rispettivamente), mentre l’81 per cento dei bambini con influenza era più grande. I ricercatori hanno utilizzato dei test molecolari altamente affidabili per la diagnosi di Sars-CoV-2, influenza A/B e Rsv. 

Dall’indagine è emerso che la probabilità che neonati e bambini fino a un anno di età con un’infezione da virus respiratorio sinciziale venissero ricoverati in ospedale erano circa 11 volte maggiori rispetto a quelli con un’infezione da Omicron. Anche i bambini più grandi, tra i 2 e i 17 anni, che avevano contratto l’Rsv avevano probabilità di ricovero molto più elevate rispetto a quelli colpiti dalla variante Omicron.

La ricerca svedese ha dimostrato inoltre che il rischio di ricovero in terapia intensiva è basso per tutte e tre le infezioni respiratorie virali, ma che anche in questo caso il tasso di  ricovero più alto è associato alle infezioni da virus respiratorio sinciziale. Dei 2.596 bambini inclusi nello studio, il 2,9 per cento affetto da Rsv è stato ricoverato in terapia intensiva rispetto allo 0,9 per cento dei bambini colpiti dall’influenza e allo 0,7 per cento dei piccoli pazienti infettati con la variante Omicron di Sars-Cov-2.

Secondo le stime dei Centers for Disease Control and Prevention (CDC) statunitensi Ie infezioni da Rsv provocano ogni anno tra i 58mila e gli 80mila ricoveri e tra i 100 e 300 decessi nei bambini sotto i 5 anni di età.

Lo scorso anno la Food and Drug Administration e la European Medicines Agency hanno approvato un vaccino contro il virus respiratorio sinciziale (RSV) che protegge i neonati attraverso l'immunizzazione materna. La FDA ha inoltre recentemente approvato l’anticorpo monoclonale nirsevimab (Beyfortus), già approvato nell’Unione Europea nell’ottobre 2022, indicato  per i neonati e i bambini che affrontano la prima stagione di Rsv o per i bambini fino a due anni che sono vulnerabili alla grave malattia da RSV.

«I nostri risultati suggeriscono che le infezioni da virus respiratorio sinciziale richiedono più spesso ricovero ospedaliero e supporto respiratorio, e sottolineano l’importanza di misure preventive, come i vaccini recentemente approvati», concludono i ricercatori. 

 

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