Lo studio
Adhd nei bambini, peggiori risultati scolastici con diagnosi tardiva
  • Immagine
    Immagine: Tuomo Lindfors, CC BY-SA 4.0 <https://creativecommons.org/licenses/by-sa/4.0>, via Wikimedia Commons
    Didascalia
    Pelipäivä Iisalmen kaupunginkirjastossa
Redazione
Abbandono fino al 29,52% nei maschi e 27,16% nelle femmine, contro circa il 9% nei casi di diagnosi precoce. Peggiorano anche voti e prosecuzione degli studi

Quando la diagnosi di disturbo da deficit di attenzione e iperattività arriva in adolescenza, il percorso scolastico diventa più fragile: peggiorano i voti, diminuisce la probabilità di proseguire gli studi e aumenta il rischio di abbandono entro i 20 anni.

È quanto emerge da uno studio su 580.132 persone nate in Finlandia tra il 1990 e il 1999, pubblicato su JAMA Psychiatry. 

Risultati scolastici più bassi con diagnosi tardiva

Secondo lo studio, tra gli studenti con disturbo da deficit di attenzione e iperattività, una diagnosi più tardiva si associa a performance scolastiche peggiori e a minori probabilità di intraprendere percorsi accademici.

Nei maschi, la media dei voti alla fine della scuola dell’obbligo scende a 6,52 nei casi di diagnosi a 16 anni, contro 7,12 quando la diagnosi arriva a 4 anni. Nelle femmine si passa da 7,64 (diagnosi a 6 anni) a 6,95 (diagnosi a 12 anni).

«Una età più precoce alla diagnosi del disturbo da deficit di attenzione e iperattività era associata a migliori risultati educativi», sintetizzano gli autori.

Abbandona quasi un terzo dei casi tardivi

Il dato più rilevante riguarda la dispersione scolastica entro i 20 anni, definita come la condizione in cui non si risulta iscritti a un percorso di istruzione né in possesso di un diploma di scuola secondaria superiore.

Tra i maschi con diagnosi a 16 anni, il tasso di abbandono scolastico raggiunge il 29,52 per cento, mentre scende al 9,16 per cento nei casi di diagnosi a 4 anni.

Tra le femmine, il tasso è del 27,16 per cento quando la diagnosi avviene a 13 anni, contro il 9,57 per cento nelle diagnosi più precoci.

Secondo gli autori, questo dato può tradursi nel lungo periodo in un maggior rischio di disoccupazione di esclusione sociale.

«È fondamentale che i giovani a cui viene diagnosticato il disturbo da deficit di attenzione e iperattività in adolescenza ricevano anche il supporto necessario per continuare gli studi dopo la scuola dell’obbligo», dice la prima firmataria dello studio Lotta Volotinen dell’Università di Helsinki. 

Differenze tra maschi e femmine

Lo studio conferma che i maschi ricevono la diagnosi più precocemente rispetto alle femmine: spesso durante la scuola primaria, mentre nelle ragazze le diagnosi aumentano soprattutto dopo i 13 anni.

«Le ragioni delle differenze tra i sessi nell’età alla diagnosi sono state spiegate dalle diverse caratteristiche del disturbo osservate nei maschi e nelle femmine. I comportamenti iperattivi e impulsivi facilmente individuabili sono più tipici dei maschi, mentre i tratti nelle femmine possono essere meno visibili», aggiunge Volotinen. «I nostri risultati supportano le raccomandazioni per una diagnosi tempestiva del disturbo da deficit di attenzione e iperattività», conclude la ricercatrice che sottolinea che «sono necessarie ulteriori ricerche per confermare un rapporto causale tra età alla diagnosi ed esiti educativi».

Ricevi gli aggiornamenti di HealthDesk

The subscriber's email address.

Su argomenti simili

A partire da quest'anno, Airbnb.org, organizzazione no profit fondata da Airbnb, collaborerà con dieci organizzazioni no profit italiane impegnate nell’offrire ospitalità gratuita a pazienti e caregiver coinvolti in percorsi di cura lontano da casa, con l’obiettivo di alleggerire le difficoltà affrontate da chi deve sottoporsi a ricoveri e… Leggi tutto

Fino al 10% dei casi di disturbi del neurosviluppo recessivi che colpiscono i bambini è riconducibile all'alterazione di un piccolo gene non codificante chiamato RNU2-2. La scoperta, che rappresenta il primo passo per una diagnosi più rapida e future terapie, si deve ai ricercatori dell’Istituto superiore di sanità (Iss) e dell’ospedale… Leggi tutto

Promuovere la salute dei bambini e degli adolescenti attraverso lo sport e corretti stili di vita: è questo il cuore del protocollo d’intesa siglato da Coni, Fondazione Milano Cortina 2026 e Società italiana di pediatria (Sip).

Si stima che circa il 7–10% dei bambini presenti difficoltà di linguaggio o comunicazione, dai disturbi primari del linguaggio alle difficoltà fonologiche e di apprendimento. In età adulta, i disturbi della comunicazione e della deglutizione interessano una quota significativa di persone colpite da ictus (circa 100 mila nuovi casi ogni anno in… Leggi tutto

Uno studio pubblicato sulla rivista Child Development dimostra come i bambini che più spesso mangiano da soli sono in grado, già a un anno, di sviluppare competenze comunicative più avanzate.

Mangiare in modo autonomo è una delle tappe evolutive più significative nel percorso di crescita di ogni bambino. Generalmente è un’abilità che… Leggi tutto

La salute dei bambini dell’Unione Europea presenta nel 2024 un quadro complessivamente positivo. Quasi il 96% dei minori sotto i 16 anni è infatti valutato in condizioni di salute molto buone o buone. Dietro questo dato incoraggiante, però, si nascondono differenze significative che riflettono le disuguaglianze sociali ed economiche presenti… Leggi tutto

Uno studio condotto da Cnr-Igb di Napoli, in collaborazione con l’Università della Campania “Luigi Vanvitelli”, l’Università degli Studi di Napoli Federico II e la svedese Lund University, ha individuato il ruolo chiave di un tipo di RNA non codificanti, cioè molecole di RNA che non producono proteine ma svolgono ruoli altrettanto fondamentali… Leggi tutto

Tra gennaio e fine novembre 2025 circa 7,7 milioni di bambini, cioè 23 mila al giorno in media, sono nati in 43 luoghi colpiti da crisi umanitarie, circa il 10% in più rispetto a cinque anni fa, nel 2021, quando il totale era di circa 7 milioni di bambini: è uno dei risultati di un'analisi condotta da Save the Children su dati delle Nazioni… Leggi tutto

Totem, cartelloni e altre materiale per convegnistica da destinare al macero. Quintali di materiali di scarto destinato al riciclo trasformati, invece, in kit scolastici per i piccoli pazienti oncologici ricoverati negli ospedali pediatrici. È la sfida di “Circular for kids” che oggi diventa ancora più ambiziosa grazie a una… Leggi tutto

Ogni anno in Italia 2.500 tra bambini e adolescenti ricevono una diagnosi di tumore. La buona notizia è che il tasso di guarigione medio si attesta oltre l’80%; un progresso che ha portato a contare oggi più di 50 mila persone guarite da tumore pediatrico sul territorio nazionale. Tuttavia, resta un forte divario territoriale nella capacità di… Leggi tutto

MSD ha annunciato che il Comitato per i medicinali per uso umano (CHMP) dell'Agenzia europea per i medicinali (EMA) ha raccomandato l'approvazione di clesrovimab per la prevenzione delle malattie delle basse vie respiratorie causate dal virus respiratorio sinciziale (RSV) nei neonati e nei bambini durante la loro prima stagione di RSV. La… Leggi tutto

Rafforzare la prevenzione, sostenere la salute di bambini e valorizzare il ruolo dei pediatri di famiglia come presidio fondamentale di sanità pubblica: sono questi i temi al centro della conferenza stampa che lunedì 22 settembre a Roma ha presentato i lavori del Congresso nazionale della Federazione dei medici pediatri (Fimp), in programma a… Leggi tutto

In Europa sono in corso 733 studi clinici in ambito pediatrico: 307 di questi coinvolgono anche l’Italia, mentre a livello globale sono attivi 2.860 trial focalizzati sul trovare risposte a malattie che possono colpire i bambini. Lo ricorda Farmindustria in occasione della Giornata Mondiale per la Sicurezza del Paziente che quest’anno pone… Leggi tutto

Promuovere la ricerca indipendente in ambiti pediatrico. È questo l'obiettivo principale della Società italiana di gastroenterologia, epatologia e nutrizione pediatrica (Sigenp), presentata martedì 16 settembre a Milano.

«Abbiamo costituito questa Fondazione per promuovere la ricerca indipendente in pediatria - conferma il presidente… Leggi tutto

Quattro donne incinte e che allattano su dieci tra quelle che a luglio si sono rivolte alle cliniche di Save the Children a Gaza erano malnutrite. Inoltre, temendo di morire, le madri hanno chiesto scorte di latte artificiale per garantire che i propri bambini potessero essere nutriti.

Lo scrive Save the Children in un comunicato nel… Leggi tutto

L’incidente avvenuto a Roma il 2 giugno «è solo l’ultimo di una serie di gravi episodi che si stanno verificando con sempre più frequenza nelle piscine italiane, e che mettono a rischio la salute dei cittadini».

A sostenerlo è la Società italiana di medicina ambientale (Sima) intervenendo sul caso dei cinque bambini finiti in ospedale… Leggi tutto

Ogni anno, circa 400 mila neonati in Europa vengono ricoverati nelle unità di terapia intensiva neonatale (NICU) e i neonati prematuri o con basso peso alla nascita sono quelli che corrono i rischi maggiori. Quasi un neonato su dieci viene ricoverato con la sindrome da distress respiratorio (RDS) che continua a rappresentare una delle… Leggi tutto

«Esprimiamo la nostra profonda solidarietà a tutti i bambini vittime della guerra: a quelli di Gaza, ma anche a quelli ucraini, molti dei quali deportati, e ai più di 400 milioni di bambini che oggi vivono in aree teatro di conflitto. Non potevamo non dedicare questo Congresso a loro, a tutti i piccoli che soffrono e a cui sono negati i… Leggi tutto