Le raccomandazioni
Gravidanza fisiologica, nuove linee guida: sì all'ecografia nel primo trimestre, no a quella nel terzo se non ci sono motivi clinici
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Redazione
L’Istituto Superiore di Sanità aggiorna le raccomandazioni: screening cromosomico per tutte le donne, indipendentemente dall’età

Sì all’ecografia nel primo trimestre per individuare precocemente eventuali malformazioni fetali, oltre a quella già raccomandata nel secondo trimestre. Sì anche allo screening universale nel primo trimestre per le anomalie cromosomiche più frequenti, tra cui la sindrome di Down, mediante test combinato o analisi del Dna fetale, da offrire a tutte le donne indipendentemente dall’età. Resta invece non raccomandata l’ecografia nel terzo trimestre, salvo specifica indicazione clinica.

Sono le principali novità contenute nella terza parte dell’aggiornamento della linea guida “Gravidanza fisiologica”, presentata oggi nel corso di un webinar organizzato dall’Istituto Superiore di Sanità, al quale si sono iscritti 850 professionisti sanitari. Il documento è stato elaborato dal Centro Nazionale per la Prevenzione delle Malattie e la Promozione della Salute nell’ambito delle attività del Sistema Nazionale Linee Guida.

Diagnosi precoce e appropriatezza

La possibilità di individuare già nel primo trimestre eventuali malformazioni consente alla donna e al partner di prepararsi consapevolmente alla nascita, valutare possibili terapie intrauterine, programmare il parto in strutture adeguate alle necessità assistenziali neonatali o decidere per una interruzione volontaria della gravidanza.

«L’ecografia è uno strumento straordinario che ha rivoluzionato l’assistenza ostetrica. Tuttavia, non tutto ciò che è tecnicamente possibile è clinicamente appropriato e non tutto ciò che rassicura è realmente necessario», afferma Serena Donati, responsabile scientifica dell’aggiornamento. «In Italia si eseguono in media sei ecografie in gravidanza, senza differenze tra gravidanze fisiologiche e patologiche: ben oltre quelle raccomandate dalle linee guida nazionali e internazionali. Quando la pratica clinica si discosta dalle evidenze scientifiche, è fondamentale spiegare con chiarezza alle donne quali siano le indicazioni appropriate agli esami e, quando opportuno, avere il coraggio di dire che non sono necessari. Le linee guida rappresentano una bussola istituzionale per garantire qualità dell’assistenza, equità di accesso alle cure e sostenibilità del Servizio Sanitario Nazionale».

Le principali novità

L’aggiornamento:

- raccomanda l’ecografia del primo trimestre per la diagnosi precoce di malformazioni fetali e per una corretta datazione della gravidanza;

- conferma l’offerta universale dello screening nel primo trimestre delle anomalie cromosomiche più comuni, introducendo l’esame del Dna fetale;

- sottolinea l’importanza del counselling, per rispondere in modo completo e trasparente ai bisogni informativi delle donne rispetto agli accertamenti per anomalie congenite;

- ribadisce il valore della percezione dei movimenti fetali come indicatore del benessere del feto;

- raccomanda la misurazione della distanza tra fondo dell’utero e sinfisi pubica a partire dalla ventiquattresima settimana per monitorare la crescita fetale;

- limita ai soli casi con indicazione clinica l’ecografia nel terzo trimestre per la valutazione dell’accrescimento.

L’obiettivo dichiarato è offrire ai professionisti uno strumento completo e di facile consultazione, nel quale il collegamento tra prove scientifiche e raccomandazioni sia esplicito e tracciabile, così da ridurre la variabilità ingiustificata delle pratiche e contrastare le prescrizioni inappropriate.

Il percorso metodologico

Il Sistema Nazionale Linee Guida dell’Istituto Superiore di Sanità svolge il ruolo di garante metodologico e di governance nazionale nel processo di produzione di raccomandazioni cliniche basate sulle migliori evidenze disponibili. La prima linea guida sulla gravidanza fisiologica risale al 2010; gli esami raccomandati sono stati successivamente inclusi nei Livelli essenziali di assistenza, definiti dal decreto del Presidente del Consiglio dei ministri del 12 gennaio 2017, come prestazioni specialistiche escluse dalla partecipazione al costo per i cittadini.

Alla luce delle nuove ricerche e delle innovazioni cliniche intervenute negli ultimi anni, si è resa necessaria una revisione. Il panel multidisciplinare incaricato dell’aggiornamento ha formulato 97 quesiti, ai quali il documento risponde con raccomandazioni per la pratica clinica elaborate attraverso un’analisi sistematica della letteratura secondo il metodo Grading of Recommendations Assessment, Development and Evaluation, per garantire trasparenza, rigore metodologico e solidità scientifica.

Un aggiornamento che punta, nelle intenzioni dei promotori, a coniugare innovazione diagnostica e appropriatezza, tutelando al tempo stesso la qualità dell’assistenza e la sostenibilità del sistema sanitario pubblico.

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