Lo studio
La gravidanza accelera l’invecchiamento biologico
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    Immagine: Arteida MjESHTRI arteidamjeshtri, CC0, via Wikimedia Commons
Redazione
Il Dna subisce modifiche tipiche dell’invecchiamento. Ma dopo il parto si ha un recupero, specie se si allatta

La gravidanza cambia il corpo di una donna in mille modi. Ma secondo uno studio condotto da ricercatori della Yale School of Medicine ce n’è uno finora non noto. Durante la gravidanza le lancette dell’orologio biologico dell’organismo corrono più veloci e si può arrivare a vedere aumentata la propria età biologica di un paio di anni. Tuttavia, dopo il parto, questo processo si inverte, soprattutto se si allatta al seno. La scoperta è stata pubblicata sulla rivista Cell Metabolism. 

La ricerca si è concentrata su alcune modifiche chimiche a cui va incontro il Dna e che rientrano nel campo dell’epigenomica, vale a dire modulazioni del Dna che cambiano l'attività dei gene senza alterare le componenti costitutive. Si ritiene che alcune di queste siano un indicatore dell’invecchiamento. 

Il team è andato alla ricerca di questi indicatori nei campioni di sangue di 120 donne durante la gravidanza e, per circa la metà di esse, anche dopo il parto. Dall'inizio alla tarda gravidanza, nell’arco di circa 20 settimane, l'età biologica è aumentata di circa due anni. Tuttavia, quando i ricercatori hanno esaminato l'età biologica nelle stesse donne tre mesi dopo il parto, hanno trovato una sorpresa. «A tre mesi dopo il parto, abbiamo visto una grande diminuzione dell'età biologica, fino a otto anni per alcuni individui», ha affermato in una nota il coordinatore dello studio Kieran O’Donnell. «Quindi, mentre la gravidanza aumenta l'età biologica, c'è un chiaro (e pronunciato) recupero nel postpartum».

Lo studio ha anche mostrato che ci sono alcuni fattori che influenzano il recupero dell’età biologica: un alto indice di massa corporea prima della gravidanza sembra rendere più difficile mandare indietro le lancette dell’orologio biologico. Al contrario, l’allattamento al seno comporta un calo più ripido dell'età biologica della mamma nei tre mesi dopo il parto.

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