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DidascaliaImmagine: freestocks.org freestocks, CC0, via Wikimedia Commons
Che c’entrassero gli ormoni era chiaro. Ora però si sa esattamente quale ormone tra i tanti in circolazione durante la gravidanza è il diretto responsabile della nausea tipica delle donne incinte. Si chiama GDF15, è prodotto dalla placenta e aumenta considerevolmente dopo il concepimento. L’intensità dei sintomi che provoca dipende in parte dalla sensibilità della donna alla sostanza: le donne esposte a livelli troppo bassi di GDF15 prima della gravidanza soffrono di più. È quanto emerge da uno studio della University of Southern California e della University of Cambridge pubblicato su Nature.
In inglese viene chiamata “morning sickness” perché generalmente i disturbi sono più intensi nelle prime ore della giornata, tipicamente insorge tra la quinta e l’ottava settimana con un picco intorno alla nona e colpisce l’80 per cento delle donne. La nausea gravidica è considerata per lo più un sintomo quasi normale della gravidanza, parafisiologico, ma in alcuni casi (2%) può degenerare in una condizione chiamata “iperemesi gravidica” caratterizzata da frequenti episodi di vomito associati a perdita di peso e disidratazione che richiedono un ricovero ospedaliero.
I ricercatori hanno utilizzato diversi metodi di indagine per chiarire il ruolo dell’ormone GDF15 nella nausea gravidica tra cui l’analisi genetica, la ricerca di biomarcatori nel sangue, lo studio delle cellule umane in laboratorio, la sperimentazione sugli animali.
E mettendo insieme i risultati delle diverse analisi hanno scoperto che una rara mutazione del gene che codifica per GDF15 è associata a livelli estremamente bassi dell’ormone ed espone le donne a un maggior rischio di iperemesi gravidica. L’improvviso aumento di GDF15 coglie l’organismo delle donne con la mutazione totalmente impreparato.
Queste ultime però possono salvarsi se anche il feto eredita la stessa mutazione. In questi casi i sintomi sono più lievi.
L’associazione tra bassi livelli di GDF15 e nausea in gravidanza è stata confermata da una seconda scoperta. I ricercatori hanno osservato che le donne affette da betatalassemia, una malattia del sangue che causa un aumento dei livelli di GDF15, vengono risparmiate del tutto o quasi dalla nausea gravidica.
Con gli esperimenti sugli animali si è cercato di capire cosa accade quando le madri sono esposte all’ormone GDF15 prima della gravidanza. Ebbene, i topi che erano entrati in contatto con dosi elevate dell’ormone prima del concepimento non avevano manifestato i sintomi della “morning sickness” durante la gravidanza e i topi esposti a dosaggi bassi di GDF15 non avevano cambiato le abitudini alimentari lasciando così immaginare che non avessero problemi di stomaco.
Lo studio suggerisce due strategie per contrastare la nausea in gravidanza: abbassare i livelli di GDF15 oppure esporre le donne all’ormone prima della gravidanza. Entrambi gli approcci sono sicuri. I ricercatori hanno infatti dimostrato, analizzando gli esiti delle gravidanze, che i bassi livelli di GDF15 sia nella madre che nel feto non comportano alcun problema: i bambini nascono sani.
Incoraggiati da questi risultati, i ricercatori hanno deciso di dedicarsi alla ricerca di farmaci capaci di bloccare l’attività di GDF15. Parallelamente hanno anche intenzione di testare l’efficacia di medicinali che alzano i livelli di GDF15 da utilizzare prima del concepimento per preparare l’organismo a quello che accadrà dopo.
Una terapia del genere potrebbe essere indicata per le donne che hanno sperimentato una forte nausea in gravidanze precedenti.
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