I dati
Morti materne: in dieci anni in Italia 776 casi
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    Afghan woman bears child at Coalition hospital, first child for mother, hospital
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    Immagine: Staff Sgt. Arthur Hamilton, Public domain, via Wikimedia Commons
Redazione
Sorveglianza Iss: il 42% è evitabili. Principali cause: suicidio, patologie cardiovascolari ed emorragie. Dimezzate le isterectomie dopo un’emorragia

In Italia, negli ultimi dieci anni, 776 donne sono morte tra il concepimento e l’anno successivo alla fine della gravidanza. Solo in una percentuale ridotta di casi il decesso è stato legato al parto: le principali cause di morte sono state infatti il suicidio materno, le patologie cardiovascolari e, solo dopo, l’emorragia ostetrica rischio. Quasi la metà di questi decessi — il 42% — sarebbe stata evitabile. È quanto emerge dai dati della sorveglianza ItOSS, presentati all’Istituto Superiore di Sanità presentati nel corso di un  convegno tenutosi oggi all’Iss.

«L’Italia è uno degli otto Paesi europei dotati di un sistema avanzato di sorveglianza ostetrica che, analizzando le cause dei decessi tanto drammatici quanto inattesi che colpiscono le donne durante la gravidanza, il parto o il puerperio, mira a ridurre le morti materne evitabili e a migliorare la qualità dell’assistenza alla nascita», sottolinea Serena Donati, direttrice del reparto Salute della Donna e dell’Età Evolutiva del Centro Nazionale per la Prevenzione delle Malattie e la Promozione della Salute dell’Iss.

La rete ItOSS coinvolge tutte le Regioni, tranne il Molise, e opera attraverso referenti clinici presenti in punti nascita, terapie intensive, stroke unit e unità coronariche. Ogni caso viene segnalato e sottoposto a una revisione critica tramite audit ospedalieri e indagini confidenziali a livello regionale e nazionale.

Fondamentale anche il lavoro di stima retrospettiva del rapporto di mortalità materna, realizzato grazie all’integrazione dei flussi sanitari. Una metodologia che ha permesso di scoprire come, prima dell’introduzione della sorveglianza, il 60% delle morti materne non venisse registrato.

Nel corso degli anni, ItOSS ha sviluppato studi mirati sui cosiddetti ‘near miss ostetrici’, situazioni in cui un evento potenzialmente fatale viene scongiurato, e sulle principali cause di mortalità.

Uno dei risultati più rilevanti riguarda l’isterectomia: negli ultimi dieci anni la frequenza dell’intervento in caso di emorragia ostetrica si è dimezzata, mostrando un miglioramento dell’appropriatezza dell’assistenza e un allineamento ai dati europei.

Un altro studio ha affrontato il tema della laparotomia dopo il taglio cesareo. L’analisi ha mostrato che una donna ogni 363 è costretta a tornare in sala operatoria dopo il cesareo.

A preoccupare di più è la salute mentale, come mostra la crescita dei casi di suicidio. Per questo l’Iss sta rafforzando le iniziative sulla salute mentale perinatale, con progetti condotti insieme alla rete dei consultori, ai punti nascita e ai dipartimenti di Salute Mentale. 

Spazio anche a progetti innovativi: nel corso del Convegno, per esempio, è stata presentato un progetto che utilizza il canto di gruppo per promuovere il benessere delle neomamme con sintomi di depressione post partum.

Sono state inoltre illustrate le nuove raccomandazioni inserite nell’aggiornamento della linea guida Gravidanza fisiologica, sviluppata dall’Iss che per la prima volta fornisce raccomandazioni basate sull’evidenza scientifica per offrire alle donne, in occasione di ogni bilancio di salute in gravidanza lo screening dell’ansia e della depressione, la valutazione dei fattori sociali complessi e la valutazione della violenza di coppia e di genere.

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