Lo studio
Contraccezione. Ok alla spirale subito dopo il parto: non interferisce con l’allattamento al seno
Redazione
Il sistema contraccettivo è sicuro ed efficace e può essere impiegato già 30 minuti dopo il parto

Non c’è alcun motivo di rimandare l’impianto della spirale dopo aver partorito, perché il dispositivo anticoncezionale intrauterino (il cosiddetto IUD), pur rilasciando ormoni nell’organismo, non interferisce con l’allattamento al seno. 

È quanto chiarisce uno studio condotto da ricercatori dell’Università dello Utah, che dimostra l’utilità e la sicurezza della spirale, dopo aver osservato gli effetti dell’anticoncezionale interno su 250 neomamme desiderose di attaccare al seno i loro neonati.

Lo studio

Il campione è stato diviso in due gruppi: alle donne del primo gruppo è stata impiantata la spirale nella mezz’ora successiva al parto, mentre le donne del secondo gruppo hanno aspettato dalle 4 alle 12 settimane dopo il parto prima di tornare dal proprio ginecologo per l’impianto del dispositivo intrauterino che impedisce la fecondazione. 

Lo studio, pubblicato on-line sull’American Journal of Obstetrics and Gynecology, ha dimostrato che gli ormoni rilasciati dalla spirale non ritardano la comparsa del latte nelle puerpere anche quando l’impianto è avvenuto subito dopo il parto. Otto settimane dopo aver dato alla luce un figlio, tutte le donne che avevano preso parte allo studio avevano i neonati attaccati al seno, sia quelle con IUD che quelle senza. 

C’è un unico inconveniente, dicono i ricercatori, all’impianto precoce del dispositivo anticoncezionale, ma è facilmente superabile. Quando la spirale viene introdotta nell’utero di una donna che ha partorito da poco, ci sono maggiori probabilità che il dispositivo ormonale interno si stacchi dalla sua posizione e venga perso.

Tra le partecipanti allo studio è successo al 19 per cento delle donne che sono ricorse all’anticoncezionale subito dopo il parto. Il rischio si riduce di molto se la IUD viene impiantata molte settimane dopo. Solamente il 2 per cento delle neomamme che avevano aspettato prima di ricorrere all’anticoncezionale hanno perso la spirale. Ma per i ricercatori queste non sono ragioni sufficienti per ritardare l’impianto della spirale. Il 71 per cento delle donne che ha avuto un distacco del dispositivo anticoncezionale è tornata dal ginecologo per sostituirlo con un altro che non ha più dato problemi. 

Via libera

«Questo studio - afferma  Eve Espey, a capo del team di ricerca - dimostra che non ci sono differenze tra i due gruppi, con IUD e senza IUD, per quanto riguarda le possibilità di allattamento. Il che è un dato importante da tener presente per rassicurare le donne e poter sostenere che il dispositivo anticoncezionale ormonale intrauterino aiuta le donne a evitare gravidanze indesiderate permettendo loro di allattare al seno i propri figli». 

I ricercatori sperano che i loro risultati possano contribuire alla diffusione di questo metodo contraccettivo altamente sicuro ed efficace a lungo termine. E perciò invitano i colleghi dei reparti di ostetricia e ginecologia a suggerire alle partorienti l’impianto della spirale nei giorni immediatamente successivi al parto mentre sono ancora ricoverate.

Ricevi gli aggiornamenti di HealthDesk

The subscriber's email address.

Su argomenti simili

Sì all’ecografia nel primo trimestre per individuare precocemente eventuali malformazioni fetali, oltre a quella già raccomandata nel secondo trimestre. Sì anche allo screening universale nel primo trimestre per le anomalie cromosomiche più frequenti, tra cui la sindrome di Down, mediante test combinato o analisi del Dna fetale, da… Leggi tutto

Le nanoplastiche possono influire negativamente sulla salute riproduttiva. La conferma viene da uno studio condotto dall'Università Statale di Milano, in collaborazione con l’Università di Torino e la Queen Mary University of London.

Le minuscole particelle, invisibili a occhio nudo, che si formano dalla degradazione della plastica sono… Leggi tutto

L’esposizione al virus Sars-CoV-2 durante la gravidanza non sembrerebbe associata a problemi precoci di neurosviluppo nei bambini. È quanto emerge da un ampio studio statunitense pubblicato su The Journal of Pediatrics, che ha analizzato lo sviluppo… Leggi tutto

Uno studio condotto da Cnr-Igb di Napoli, in collaborazione con l’Università della Campania “Luigi Vanvitelli”, l’Università degli Studi di Napoli Federico II e la svedese Lund University, ha individuato il ruolo chiave di un tipo di RNA non codificanti, cioè molecole di RNA che non producono proteine ma svolgono ruoli altrettanto fondamentali… Leggi tutto

Pochi nati, ancora troppi col cesareo e sempre più con tecniche di fecondazione assistita. Sono alcuni dei dati che emergono dal Rapporto Cedap (Certificato di Assistenza al Parto), l’analisi del ministero della Salute sulle nascite in Italia. 

Il crollo delle nascite prosegue anche nel 2024, confermando una tendenza ormai… Leggi tutto

Un importante passo avanti nella comprensione delle prime fasi dello sviluppo umano arriva oggi dalle Università di Padova e Torino. Sulle pagine di Nature Cell Biology è stato pubblicato uno studio che descrive la creazione di un modello tridimensionale di embrione umano ricavato da cellule staminali, capace di riprodurre i passaggi cruciali… Leggi tutto

In Italia, negli ultimi dieci anni, 776 donne sono morte tra il concepimento e l’anno successivo alla fine della gravidanza. Solo in una percentuale ridotta di casi il decesso è stato legato al parto: le principali cause di morte sono state infatti il suicidio materno, le patologie cardiovascolari e, solo dopo, l’emorragia ostetrica rischio.… Leggi tutto

I primi mille giorni di vita influenzano la salute di un essere umano per l'intera sua esistenza, con effetti che talvolta si trasmettono anche alle generazioni successive. Per questo la nuova frontiera della prevenzione passa anche dalla comprensione di come l’ambiente “accenda o spenga” i nostri geni.

Di questo si è parlato martedì 16… Leggi tutto

Promuovere un dialogo trasparente e un processo decisionale condiviso tra le donne e i clinici, che ponga l'accento sull'autonomia della donna nelle proprie scelte riproduttive nel caso si presentino gravidanze ad alto rischio di eventi avversi per la madre o il feto.

A raccomandarlo sono le Linee guida aggiornate sulla materia che l'… Leggi tutto

Una procedura per la somministrazione di terapie genetiche in utero che ha il potenziale di correggere i difetti genetici nei feti già durante la gravidanza è stata messo a punto, con una sperimentazione sui suini, da un team coordinato dall’Università di Milano e dallIstituto Neurologico Carlo Besta, in collaborazione con il Policlinico di… Leggi tutto

Ogni anno, circa 400 mila neonati in Europa vengono ricoverati nelle unità di terapia intensiva neonatale (NICU) e i neonati prematuri o con basso peso alla nascita sono quelli che corrono i rischi maggiori. Quasi un neonato su dieci viene ricoverato con la sindrome da distress respiratorio (RDS) che continua a rappresentare una delle… Leggi tutto

Oltre 27 mila bambini ogni anno nascono in Italia prima delle 37 settimane di gestazione. Per essere di aiuto ai genitori alle prese con le difficoltà emotive e le pratiche legate alla nascita prematura dei loro piccoli, Chiesi Italia ha sviluppato NeoNat, un'app realizzata grazie all’ascolto di genitori e all’expertise di professionisti… Leggi tutto

Oggi nel mondo circa un neonato su dieci nasce prima della 37° settimana gestazionale, cioè prima del tempo necessario a completare la sua maturazione e il suo sviluppo nell’utero materno, con effetti a breve e lungo termine sulle funzioni del suo cervello e in particolar modo sul neurosviluppo.

In Italia, secondo i dati più recenti (… Leggi tutto

Mettere in luce la diffusa violenza psicologica cui sono sottoposte molte delle 63 mila donne che ogni anno in Italia vogliono interrompere la gravidanza. È questo lo scopo dichiarato della Campagna “The Unheard Voice” promossa da Medici del mondo e presentata mercoledì 18 settembre a Roma.

Per l’occasione, grazie a un’esperienza sonora… Leggi tutto

I contraccettivi ormonali vanno interrotti prima di un intervento chirurgico o di una immobilizzazione prolungata, oppure quando si riduce la dose di anticoagulanti in seguito a un episodio di trombosi. 

È una prassi prevista da molte linee guida di diverse discipline mediche per ridurre il rischio di coaguli di sangue. … Leggi tutto

Si chiama “I primi 1.000 giorni di vita” l'iniziativa della Fondazione Giovanni Lorenzini, che riguarda l’educazione e la sensibilizzazione ai primi mille giorni di vita per la salute e il benessere attraverso conoscenze che promuovano scelte comportamentali responsabili, evidenziando il ruolo chiave della genitorialità consapevole. La ricerca… Leggi tutto

La gravidanza cambia il corpo di una donna in mille modi. Ma secondo uno studio condotto da ricercatori della Yale School of Medicine ce n’è uno finora non noto. Durante la gravidanza le lancette dell’orologio biologico dell’organismo corrono più veloci e si può arrivare a vedere aumentata la propria età biologica di un paio di anni. Tuttavia,… Leggi tutto

Troppe donne rinunciano a una gravidanza perché affette da malattie autoimmuni. Ma non è necessario, non dovrebbe essere così. È il messaggio lanciato dalle rappresentanti delle tre aziende ospedaliere universitarie toscane (Pisana, Senese e Careggi), insieme alle pazienti rappresentate dall'Associazione nazionale malati reumatici (Anmar),… Leggi tutto