Il 76,0% degli italiani non considera la farmacia solo un luogo di distribuzione di farmaci, ma un presidio sociosanitario integrato nel Servizio sanitario nazionale. Per l’80,5% le farmacie sono punti di riferimento essenziali della sanità sul territorio in cui risiede, per il 97,2% un servizio essenziale per le comunità. Poi, per il 92,8% garantiscono una presenza sanitaria continua e di facile accesso sul territorio, per il 93,0% nelle aree rurali sono fondamentali per anziani e persone con ridotta mobilità. Inoltre, per il 78,8% la farmacia contribuisce a ridurre la pressione dei pazienti su medici e ospedali. È quanto è emerso dall'indagine «La farmacia nella sanità di prossimità. La dispensazione del farmaco nel nuovo modello di assistenza territoriale» realizzato dal Censis con il supporto di Federfarma, presentato martedì 10 marzo a Roma.
Il ruolo territoriale delle farmacie appare ormai consolidato nella percezione dei cittadini: per l’80,5% rappresentano un punto di riferimento essenziale per la sanità nel luogo di residenza e per il 97,2% costituiscono un servizio fondamentale per le comunità. Il 92,8% degli intervistati ritiene che garantiscano una presenza sanitaria continua e facilmente accessibile, mentre il 93% sottolinea il valore delle farmacie nelle aree rurali, dove risultano particolarmente importanti per anziani e persone con ridotta mobilità. Inoltre, il 78,8% degli italiani ritiene che il loro ruolo contribuisca ad alleggerire la pressione su medici e strutture ospedaliere.
Un elemento particolarmente apprezzato riguarda la possibilità, quando consentito, di spostare la dispensazione di alcuni farmaci dal canale ospedaliero alle farmacie territoriali. Il 68,4% degli italiani riferisce di essersi recato in farmacia per ottenere farmaci o servizi sanitari che in precedenza erano disponibili solo negli ospedali o nelle strutture delle Aziende sanitarie locali. Questo cambiamento è giudicato positivamente perché, secondo il 93,8% degli intervistati, permette di risparmiare tempo; per il 93,7% riduce gli spostamenti; per il 93% accorcia i tempi di attesa e per il 92,4% rende più snelle le procedure. Inoltre, per il 90,7% avvicina i servizi sanitari ai cittadini, mentre per il 90% semplifica la gestione delle cure e per l’89,4% facilita la continuità del rapporto tra pazienti cronici e farmacisti, con effetti positivi anche sull’aderenza terapeutica.
Molto elevato è anche il livello di apprezzamento per i servizi offerti dalle farmacie. Il recapito a domicilio dei farmaci per le persone fragili ottiene il giudizio positivo del 94,4% degli italiani, mentre il 94,1% valuta favorevolmente la distribuzione in farmacia di farmaci e presidi per patologie croniche precedentemente disponibili solo tramite ospedali o Asl. Ampio consenso anche per la consulenza sull’uso corretto dei medicinali (92,7%), la misurazione della pressione arteriosa (91,5%) e l’orientamento ai servizi territoriali del Servizio sanitario nazionale (91,1%). Seguono le prenotazioni di visite ed esami (90,5%), il supporto nella gestione delle terapie (90,4%) e i test diagnostici di base, come quelli per colesterolo, glicemia ed emoglobina glicata (89,0%). Ricevono valutazioni positive anche il monitoraggio dei pazienti cronici (88,9%), le vaccinazioni antinfluenzali o anti-Covid (88,7%), lo screening per il tumore del colon-retto (87,6%), la telemedicina (86,2%) e altri tipi di vaccinazioni, come quelle contro papillomavirus umano (Hpv) e pneumococco (83,2%).
Guardando al futuro, oltre la metà degli italiani (54,6%) si aspetta che lo sviluppo della sanità di prossimità garantisca servizi sanitari facilmente accessibili vicino alla propria abitazione. In questo quadro, la farmacia è percepita come una struttura già pronta a offrire soluzioni concrete. Tra le aspettative principali emergono una maggiore collaborazione tra farmacisti, medici e altri professionisti della salute (89,7%), l’ampliamento dei farmaci oggi distribuiti attraverso ospedali o Asl (89%), il rafforzamento delle attività di consulenza ai cittadini (88,2%), un incremento delle iniziative di prevenzione (85,2%) e l’estensione dei servizi sanitari disponibili direttamente in farmacia (84,3%).
La ricerca evidenzia infine un rapporto consolidato di fiducia tra cittadini e farmacisti. Il 71,3% degli italiani si reca in farmacia almeno una volta al mese: il 21,7% ogni settimana e il 49,6% circa una volta al mese. Il 21% vi si reca ogni tre o sei mesi, il 5% una volta l’anno e solo il 2,7% meno di una volta l’anno. Il 71,9% degli intervistati dichiara inoltre di avere una farmacia di riferimento abituale. Un legame rafforzato dalla fiducia: il 91,3% afferma di fidarsi dei farmacisti con cui interagisce e il 90,5% dichiara di seguirne le indicazioni.
L’indagine Censis« conferma che la direzione in cui sta evolvendo la rete delle farmacie è pienamente condivisa dai cittadini e dagli stakeholder» commenta Marco Cossolo, presidente di Federfarma. «Gli italiani – aggiunge - mostrano infatti di essere consapevoli e di apprezzare il ruolo svolto dalla farmacia sul territorio come presidio socio-sanitario di prossimità, che avvicina al cittadino il farmaco e i servizi per la salute». Inoltre, rileva infine il presidente Federfarma, «risulta anche che i cittadini chiedono una maggiore collaborazione tra medici di medicina generale e farmacisti, per una presa in carico del paziente più efficace: stiamo lavorando proprio per rafforzare questa sinergia».
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