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Sanità: cala la fiducia nel sistema pubblico, pesano di più le liste d’attesa
Redazione
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Il livello di fiducia degli italiani nel Servizio sanitario nazionale si mantiene significativo, con il 58% degli intervistati che dichiara di avere fiducia nel sistema pubblico, ma nel confronto con la stessa rilevazione dello scorso anno questo dato scende (dal 65% al 58%), mentre sale la quota chi si dice sfiduciato (dal 35% al 42%). Il 61% si considera adeguatamente informato sulle opzioni di cura, tra pubblico e privato. Resta tuttavia un’area non trascurabile di fragilità informativa: circa quattro cittadini su dieci si dichiarano poco o per nulla informati. Il dato più critico riguarda l’accesso alle prestazioni con il 70% degli intervistati che dice di aver rinunciato almeno una volta a esami o cure a causa delle lunghe liste d’attesa: un dato in crescita rispetto al 62% dello scorso anno. Una pressione che spinge sempre più cittadini verso il privato: il 45% dichiara di avervi fatto ricorso nell’ultimo anno. Nonostante ciò, il ricorso a strumenti integrativi resta limitato, con solo il 29% che dispone di un’assicurazione sanitaria.

A delinea questo quadro è la rilevazione Adnkronos 2026, condotta tra fine febbraio e inizio aprile su oltre 6.300 utenti, illustrata in occasione della terza edizione del Q&A Forum Salute di Adnkronos al Palazzo dell’Informazione di Roma mercoledì 15 aprile, che ha riunito Istituzioni, esperti e stakeholder del settore per un confronto sulle prospettive di riforma del sistema, dall’innovazione farmaceutica all’integrazione tra pubblico e privato

Al di là dei numeri la sintesi dei risultati della rilevazione dell'Adnkronos sembra essere che se da un lato cresce l’attenzione degli italiani verso salute e prevenzione, dall’altro lato persistono difficoltà nell’accesso alle cure.

«Le liste d’attesa sono oggi il problema più grave percepito dai cittadini – ha sottolineato il ministro della Salute, Orazio Schillaci - e non possiamo più permetterci ritardi: è su questo fronte che si gioca la credibilità del Servizio sanitario nazionale. Per questo abbiamo già avviato interventi concreti e rafforzato il confronto con le Regioni, nella consapevolezza che serve una piena collaborazione istituzionale per ridurre davvero i tempi. Un passaggio chiave sarà la pubblicazione, già dal prossimo mese, dei dati Agenas Regione per Regione, che garantiranno finalmente trasparenza e ci permetteranno di intervenire in modo puntuale dove ci sono maggiori criticità. Parallelamente, stiamo portando avanti con decisione la riforma della medicina territoriale: è una sfida decisiva, che riguarda l’equità e l’efficienza del sistema».


 

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